giulia.colagrossi.ill@gmail.com

Pepoeto

Questa illustrazione fa parte di una serie realizzata per il progetto di Nicole Pattaro, lo Schizzionario delle Sefferie.
Lo Schizzionario è nato da una raccolta di parole pronunciate da bambinɜ nella fase di apprendimento della lingua italiana. Oltre cento illustratorɜ, poi, hanno continuato questo processo creativo, pensando per questi nuovi termini definizioni e illustrazioni.

Sappiamo bene come la caccia alle streghe mise in grande difficoltà molte donne e fanciulle – e qualche uomo – in tutta Europa nei tre secoli che vanno dalla fine del medioevo all’età moderna.

Invece oggi? Si sussurra che le streghe operano ancora la loro magia – sia essa nera o bianca – e che si muovono serenamente nella nostra società, mimetizzate come camaleonti. La vostra bibliotecaria preferita, la fioraia di fiducia, la commessa del vostro negozio di GDO di riferimento potrebbero benissimo praticare magia nel tempo libero.

La gattara di quartiere, ad esempio, potrebbe mostrarti il suo grimorio, tramandato di madre in figlia da generazioni, dove troveresti la difficilissima ricetta della terribile pozione Pepoeto.

Preparandola durante una notte di luna calante, finiresti per trovarti nel calderone una sostanza melmosa; un odore
nauseabondo (hai presente che odore hanno i tuoi peti? Ecco, ho detto abbastanza) penetrerebbe nelle tue narici e vi rimarrebbe annidato per settimane. Si tratta di una pozione puzzolente pensata per tenere tutti lontani e guadagnare momenti di pace tutti per te.

Imbottigliala subito per mantenere intatte le sue proprietà (e il suo puzzo) e attacca sulla boccetta un’etichetta con su scritto ‘Pepoeto’, per scongiurare il rischio di confonderla con il tuo profumo preferito!